[Cinquanta Sfumature di Bianco]
Scritto da Elena il 14 October 2013 / 0 COMMENTI
Corsi per diventare Wedding Planner

Visto che è un argomento dibattuto prima o poi da tutti e da tutte le mie colleghe, volete che non scriva anch’io la mia opinione?!?!

elena che porta il cestone

Inizio facendo “outing”: anch’io ho realizzato (e realizzo) corsi per aspiranti Wedding Planner.
Cosa mi spinge a farlo? Solo un facile (parliamone) guadagno?

In realtà il pensiero che sta alla base di questa scelta è più articolato e ve lo spiego per punti:

    • Ogni giorno riceviamo email di aspiranti collaboratrici che ci chiedono di poter lavorare per noi, spesso disposte a collaborare anche gratis. Purtroppo al momento non c’è volontà (e in questo momento storico anche disponibilità economica, parliamoci chiaro) né di assumere personale né di formare apprendiste anche gratis. Perché anche avere una risorsa junior che deve imparare il mestiere richiede molte energie che invece devono essere tutte impegnate nella attività e nella realizzazione dei matrimoni. Abbiamo pensato allora che un mezzo per non rispondere semplicemente “no, grazie” poteva essere quello di proporre mini corsi di formazione. In questo modo le partecipanti capiscono meglio di che lavoro si tratta (la rappresentazione comune è piuttosto semplificata rispetto al lavoro vero e proprio), valutano se fa per loro e allo stesso tempo noi valutiamo le partecipanti per una possibile collaborazione.

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    • Se il corso lo realizzo io ho la sicurezza che le persone interessate non andranno da qualcun’altro che gli riempirà la testa di inesattezze, facilonerie o che, a fronte di un attestato di frequenza (perché per il momento non c’è altro…), le lancerà nel mercato del tutto impreparate. Questo modo di “formare” è estremamente dannoso per tutti: per i partecipanti che non ricevono le adeguate informazioni, per il mercato che si riempie di agenzie improvvisate che spesso danneggiano la categoria delle Wedding Planner (se di categoria possiamo parlare) agendo in maniera poco professionale, dovuto il più delle volte all’inesperienza. Fa male alle professioniste che già operano sul mercato perché, ovviamente, spuntano nuovi concorrenti e questo invece che aumentare la professionalità spesso si traduce solo in una guerra dei prezzi (a causa del mercato ancora poco “maturo” rispetto alla figura del Wedding Planner), ma fa male soprattutto alle partecipanti di quei corsi che si lanciano e rischiano di vivere l’avvio della professione in modo molto frustrante.
    • Se il corso lo faccio io so che i contenuti sono realmente utili a chi lo frequenta. Lungi dal voler essere tuttologa (non mi spingo ad esempio a fornire consulenze legali/fiscali) pongo quei quesiti e quelle questioni fondamentali che bisogna porsi prima di iniziare un’attività di Wedding Planner. Li metto di fronte a piccole sfide reali che devono iniziare a risolvere subito, in aula. La mia esperienza, la mia storia, i miei errori diventano in questo modo veramente utili e il corso non è solo una pubblicità auto referenziata di quello che faccio io.

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    • Chi frequenta un corso fatto da me sa che NON aprirà un’agenzia il giorno dopo! che NON guadagnerà il giorno dopo! e questo lo sa non perché io abbia in tutti i modi disincentivato una possibile concorrente, ma perché è chiaro a tutti che c’è un lavoro di preparazione, di studio, di relazioni da tessere che non si esaurisce con un corso, qualsiasi sia la durata!
    • Chi frequenta un corso fatto da me non perde tempo ascoltando informazioni che può benissimo recuperare da solo, con un po’ di studio e di ricerca. Non ascolta una persona leggere slide per ore intere (“e allora me le mandavi via email e le leggevo a casa!!!”). Non ascolta una persona che racconta la sua storia, come ha fatto, che bei matrimoni ha realizzato … bla bla bla… Tradotto: chi frequenta un mio corso “non perde tempo”!

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Un’ indicazione che do sempre è che comunque è un mestiere che difficilmente si apprende in aula: in aula si possono ricevere indicazioni sui passaggi fondamentali, sulle boe che servono per avviare un’attività in questo campo, sui rischi e sulle soddisfazioni, sulle caratteristiche e sulle competenze imprescindibili. Poi, come in qualsiasi altra professione, bisogna mettersi a studiare (che non significa sfogliare solo Vogue Sposa o guardare Wedding TV, ma vuol dire sopperire alle proprie lacune di sapere in ogni ambito dell’organizzazione del matrimonio, significa acquisire nozioni riguardo la gestione fiscale, amministrativa e giuridica della propria attività, significa eseguire ricerche di tipo commerciale e di marketing per capire come posizionarsi nel mercato, …), bisogna cercare di costruirsi il proprio bagaglio professionale, fatto di relazioni, competenze, abilità. Bisogna essere disposte a fare per un po’ “il garzone di bottega”. Lo so che questo aspetto è difficile perché nessuna in questo momento è disposta ad “allevarsi” una concorrente (potete farcene una colpa?) ma un modo per proporsi è quello, dopo che si è studiato, di portare con sé qualcosa che possa arricchire l’agenzia a cui chiedete di collaborare (una specifica competenza, uno nuovo territorio, nuovi contatti, …) in modo che lo scambio risulti il più proficuo possibile per entrambe le parti.

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So che ho fatto un buon lavoro e ho realizzato un buon corso quando le partecipanti alla fine dicono “quanto roba c’è da fare!!! Non pensavo …” e leggo nel loro sguardo – spesso un po’ stravolto – la consapevolezza che da lì in poi devono lavorare e studiare duramente!

Voi cosa ne pensate? Verreste ad un mio corso con queste premesse?

Vuoi saperne di più?

Alla prossima!

NB: le foto utilizzate sono tutte “wp in action”, ma soprattutto delle mie colleghe!!! io se ce la faccio non mi faccio “beccare dal fotografo”!!! 🙂

 

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